Se la vita non vale più nulla

Che valore assegna una ragazzo, una ragazza oggi alla vita di un’altra persona? quanto vale? 500, 600 euro che è il prezzo al quale i tre minorenni di Scampia avrebbero venduto la pistola della guardia giurata Francesco Della Corte, che stava solo facendo il proprio lavoro. Botte , calci, sprangate, per rubare uno strumento di fatica. Tre minorenni, senza scuola, senza nulla. Hanno dichiarato:

Volevamo prendere un cornetto al bar, ma era chiuso e così ho detto, andiamo a pestare il vigilante: la banalità del male.

La noia dei ragazzi di Arancia Meccanica.

In un bel saggio, alcuni anni fa, Umberto Galimberti scrisse che l’ospite inquietante dei giovani è il nichilismo. Ma non il nichilismo attivo, ribelle, attraverso il quale passano un po’ tutti prima di crescere, ma quel nichilismo debole, nutrito di noia, di un po’ di droga, quel nichilismo che ti fa stimare la tua vita e quella dell’altro nulla, zero. Uno dei giovani del raid, durante l’interrogatorio era angosciato perchè temeva di non poter fare una doccia. Un sistema di priorità surreale, ribaltato, che fa grandi cose insignificanti, che ti dà angoscia se puzzi di sudore, ma non se uccidi un uomo che non ti ha fatto nulla.

Quanto vale la vita di un’altra persona?

Quanto valeva la vita della ragazzina egiziana Mariam Moustafà di origini italiane, uccisa da un gruppo di bulle, accerchiata su un bus, inseguita come una preda, pestata a morte. I giornali parlano di una baby gang rosa,un ossimoro che stride.

E quanto vale la vita di una ragazza di 20 anni che il suo compagno uccide per futili motivi di gelosia, gettando il cadavere in un pozzo? Allora la domanda di fondo è quanto vale per noi in questa società l’esistenza umana, quanto costa, se possiamo barattarla con nulla, se possiamo spegnerla per rabbia, per impotenza, per narcisismo, per noia.

La banalità del male

L’impossibilità di costruirsi ragioni. Nessun pentimento perché non esiste ri-pensamento, ma ogni azione vive nell’immediatezza del gesto, senza riflessione alcuna, come personaggi di videogiochi, da eliminare con facilità e dimenticare. In Raskolnikov di Dostoevskij il delitto, nutrito di idee superomistiche e di rivendicazioni sociali, non potrà essere che associarsi al castigo, che non è un castigo divino, ma un tentativo di ritornare umano nel pentimento e infine nel perdono di se stesso.

Oggi assistiamo al delitto senza castigo.

Il delitto di Novi Ligure e il grande freddo

E ripenso ad Erika ed Omar, al grande freddo che colpì la giornalista Lidia Ravera quando andò ad intervistare la ragazza che appena diciassettenne uccise madre e fratellino , aiutata dal fidanzatino per motivi banali. La banalità del male. Quanto vale la vita di tua madre, di tuo fratello? Quanto vale una vita? Troppo poco, se possiamo giocarci senza rimorso.

Matilde Iaccarino

Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo. Appassionata di letteratura ed è impegnata da molti anni nella ricerca storica.

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Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo

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Ho sempre avuto una spiccata tendenza a cercare storie, ad individuarle a partire da piccoli, insignificanti particolari e a raccontarle. Ho narrato sempre sin da bambina perfino le favole. E allora vivo raccontando storie, scrivendole: racconto la letteratura, i classici latini, i piccoli grandi uomini della storia contemporanea, le periferie, le città, il mio tempo, la bambina che ero e la donna che sono.

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