Non smetto di aver freddo: La scrittura del femminile

Non smetto di aver freddo

Edito dalla casa editrice L’iguana, diretta dalla editora Chiara Turozzi, che pubblica solo testi femminili, esce per la collana  le Iguane narratrici. E’ una scelta di campo forte quella di pubblicare al femminile, facendosi strada nel panorama editoriale dominato da colossi, mantenendo la barra dritta della navigazione nella letteratura. Emilia Bersabea Cirillo, avellinese, è una architetta  votata alla letteratura. la sua è una scrittura femminile ( e non banalmente femminista), fortemente del sud. La sua prosa rifugge l’orpello senza sostanza, ma cerca l’ esattezza di calviniana memoria, tratteggiando, con una sintassi chiara, precisa, spesso paratattica, luoghi, persone, drammi, ma anche speranze, insomma raccontando la vita. Questo romanzo, che le ha valso il premio Minerva per opere di impegno sociale e civile, racconta la storia di Angela e Dorina, due facce del femminile.

Angela ha un passato da cui non riesce a liberarsi, scavava fossi da bambina e metaforicamente continua a scavarne attorno a sè nell’età adulta; Dorina è la luce, la libellula. Una è pesante. l’altra è leggera, insieme rappresentano la dualità del femminile, in cui una parte si ancora a terra con una grossa pietra, che sono gli amori, i ricordi, il dolore, i rimpianti; l’altra va verso il cielo, si libra, chiede di sognare, di vivere, di essere.
Dorina e Angela si incontrano in un istituto per bambini abbandonati e si rincontrano in carcere dove Angela sconta un omicidio e Dorina lavora in cucina. il loro legame attraversa gli anni e le resistenze della vita, ognuna col suo dolore a cui sopravvivere. nel romanzo ci sono tante altre figure di donne che tracciano un mondo femminile sofferente, diviso tra desideri e sensi di colpa. e sullo sfondo, ma di fatto  il protagonista del romanzo, è il carcere…

Dove ci sono donne che camminano come incubi in carne ed ossa, dice Irene. Ho provato a non pensarci, ma sono esistenze che ti si attaccano addosso come la colla.

Emilia Bersabea Cirillo ci racconta di dolori che vengono da lontano, di madri che si perdono dietro ad un uomo e abbandonano i figli, di donne che si ammalano d’amore per un uomo, di donne leggere e superficiali, ma anche di donne che amano troppo, che cercano nell’amicizia un modo per non avere più freddo, per resistere, per sperare, per salvarsi.

Link utili
www.liguana.it
Emilia Bersabea Cirillo

Matilde Iaccarino

Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo. Appassionata di letteratura ed è impegnata da molti anni nella ricerca storica.

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Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo

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Ho sempre avuto una spiccata tendenza a cercare storie, ad individuarle a partire da piccoli, insignificanti particolari e a raccontarle. Ho narrato sempre sin da bambina perfino le favole. E allora vivo raccontando storie, scrivendole: racconto la letteratura, i classici latini, i piccoli grandi uomini della storia contemporanea, le periferie, le città, il mio tempo, la bambina che ero e la donna che sono.

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