Le cose belle

La verità è che le cose belle accadono, accadono mentre sei immerso in tutto lo schifo che caratterizza ogni rapporto. Siamo invischiati nella merda, nei rapporti carichi di ipocrisia ma dalla bella faccia, negli amori inutili solo per aggrapparsi a qualcosa. E allora ti aggrappi ai  figli, alla casa, agli orari ad incastro e corri corri cosi non devi più pensare e intanto affondi nelle sabbie mobili di tutto ciò che non volevi essere e che ora invece sei.

Le cose belle accadono, ma ci vuole talento per accorgersene e non gettarle nel cassonetto, perché le cose belle all’inizio odorano di melma,  odorano di falso o di stantio e non le riconosci e le infili lì tra l’agenda di lavoro, la borsa piena di trucco e pannolini e penne e accendini. E all’inizio quella borsa la senti più pesante e quella cosa bella che è avvenuta ti pesa come una pietra e vuoi liberartene perché non sai dove collocarla,  come gestirla. Ma le cose belle accadono. E non puoi farci nulla. Anche contro la tua volontà. E sono le cose più pericolose perché ti fanno capire quanto stai affondando e quanto tu sia la cosa più diversa dai tuoi sogni che potessi partorire.

È meglio privarsi delle cose belle, tenerle lontane, gettarle via. È meglio tenersi questa merda, almeno a questa ci siamo abituati. Se accetti una felicità inaspettata cominci a provare rancore per te stesso e non potrai mai più perdonarti di essere quello che non avresti mai voluto essere e soprattutto di fingere ogni giorno che sia esattamente quello che volevi, che sognavi da ragazzina.

No, troppo pesante la felicità. Se trovo una cosa bella, se sento che sta avvenendo, la scanso , la limo, la riduco, la spezzetto, la frantumo, cosicché non ne rimanga più nulla , se non un pulviscolo, una polvere che se la soffi se ne va. Te ne resta attaccata un po’ addosso, ma un pizzico di felicità è sopportabile, appena un pizzico, affinché tutto non sia sconvolto.

Maria aveva parlato con forza, Daria aveva ascoltato. Ma lei di certo non sarebbe stata d’accordo . anche Marina non sarebbe stata d’accordo. “ Ma quand’è che sei diventata cosi…?” le chiese.

Matilde Iaccarino

Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo. Appassionata di letteratura ed è impegnata da molti anni nella ricerca storica.

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Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo

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Ho sempre avuto una spiccata tendenza a cercare storie, ad individuarle a partire da piccoli, insignificanti particolari e a raccontarle. Ho narrato sempre sin da bambina perfino le favole. E allora vivo raccontando storie, scrivendole: racconto la letteratura, i classici latini, i piccoli grandi uomini della storia contemporanea, le periferie, le città, il mio tempo, la bambina che ero e la donna che sono.

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