la favola dei 12 bambini nella grotta di Tham Luan

E’ notizia di oggi il lieto fine della storia dei 12 bambini thailandesi intrappolati nelle grotte di Tham Luan da settimane.

E’ una storia che ha tenuto col fiato sospeso il mondo intero. E’ una favola a lieto fine cheevoca tutte le nostre ancestrali paure, il compendio di tutti gli archetipi del bene e del male che abbiamo conosciuto sin da bambini. La favola che riflette tutti i nostri incubi e paure. Questa storia presenta tutti gli elementi del romanzo d’avventura e di formazione.

I protagonisti sono dei ragazzini che giocano a calcio nella squadra dei Cinghiali. Il loro allenatore è poco più che un ragazzo, 25 anni. Con le bici raggiungono la grotta forse per un rito di iniziazione, per una prova di coraggio, scrivere il proprio nome sul fondo della grotta e tornare indietro veloci. Bisogna percorrere chilometri al buio, tra stretti cunicoli. una prova da leoni, altro che cinghiali. Ma la forza del gruppo e il coraggio dei ragazzini di fronte all’avventura che può renderli adulti, è straordinaria. Romanzi, film famosi hanno costruito storie avvincenti su questa trama. I ragazzini coraggiosi che si mettono alla prova, che rischiano la vita. Ma il nemico non è il cattivo, L’antagonista di questa storia è la natura, il destino, il caso, il torrente sotterraneo che si ingrossa, la pioggia monsonica che batte incessante. E’ il peggiore dei mostri di ogni favola diventa concreto, il peggioredegli incubi claustrofobici: non c’è più possibilità di tornare indietro, l’acqua sale, bisogna trovare una cavità dove poter guadagnare terreno, tempo, ossigeno, sperando che qualcuno arrivi. Al buio, pensando, tremando, piangendo.

Quali pensieri possono avere dei ragazzini tra 11 e 16 anni, al cospetto della morte che incombe. A cosa pensa chi  non ha ancoraavuto il privilegio di vivere tanto? Alla mamma? agli amici ai fratelli? ore lunghe che scorrono tra sonno e veglia mentre le forze ti vengono a mancare. La terra ha inghiottito i ragazzini coraggiosi. Non ce li restituirà. La loro prova di coraggio sarà al costo della vita. Lì fuori il mondo col fiato sospeso. I soccorritori, gli eroi, di questa storia che sfidano anch’essi la natura, il destino e la vita per una posta così importante. La favola dei bambini inghiottiti dalla grotta attende un finale orribile. Il mondo trepida, è pronto a piangerli. Nessuno sa quanto resisteranno lì dentro. La mente evoca Alfredino Rampi nel suo cunicolo di Vermicino.

E poi finalmente dal buio della notte e della non vita escono ad uno ad uno i 12 ragazzini. E’ la favola che ci restituisce il sorriso e la speranza. Perchè abbiamo tutti bisogno di credere alla favole e soprattutto ci meritiamo tutti un lieto fine. Almeno per una volta.

Matilde Iaccarino

Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo. Appassionata di letteratura ed è impegnata da molti anni nella ricerca storica.

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Nasce a Pozzuoli (Na), è giornalista, saggista e scrittrice. Insegna letteratura al liceo

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Ho sempre avuto una spiccata tendenza a cercare storie, ad individuarle a partire da piccoli, insignificanti particolari e a raccontarle. Ho narrato sempre sin da bambina perfino le favole. E allora vivo raccontando storie, scrivendole: racconto la letteratura, i classici latini, i piccoli grandi uomini della storia contemporanea, le periferie, le città, il mio tempo, la bambina che ero e la donna che sono.

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